Qual è la vera posta in gioco a Taranto”: su Valigia Blu oltre dieci anni di inchieste sull’ex ILVA
Salute, lavoro, costi economici e ambientali, bonifiche, risorse pubbliche, diritto europeo e futuro industriale. Nell’inchiesta pubblicata da Valigia Blu, la giornalista investigativa e documentarista Rosy Battaglia ricostruisce la posta in gioco a Taranto mentre la città ospita i Giochi del Mediterraneo e sul futuro dell’ex ILVA pesa l’ordine della Corte d’Appello di Milano di sospendere l’area a caldo. Il pezzo raccoglie oltre dieci anni di lavoro suo e di Cittadini Reattivi sull’ex ILVA e sulla comunità tarantina.
Taranto, città dei due mari e antica capitale della Magna Grecia, è tornata sotto i riflettori con i Giochi del Mediterraneo. Le immagini trasmesse in questi giorni hanno mostrato al grande pubblico la bellezza di una città troppo spesso identificata soltanto con la sua acciaieria. Ma proprio sullo sfondo di questo racconto resta aperta una contraddizione che attraversa Taranto da decenni.

Il punto di partenza è la vicenda degli undici cittadini, dieci adulti e un bambino, che attraverso un’azione inibitoria hanno portato il caso fino alla Corte di Giustizia dell’Unione europea. Il 27 luglio 2026 la Corte d’Appello di Milano ha ordinato la sospensione dell’area a caldo dello stabilimento, individuando nell’amianto ancora presente negli impianti e nelle emissioni di polveri sottili due questioni ciascuna sufficiente a giustificare lo stop.
Da qui l’inchiesta torna indietro e ricostruisce una storia che attraversa oltre sessant’anni: la nascita del grande centro siderurgico pubblico, la privatizzazione, il sequestro del 2012, le leggi “Salva ILVA”, il commissariamento e le amministrazioni straordinarie, le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo e della Corte di Giustizia UE, fino alla procedura di vendita ancora senza un acquirente definitivo.
Ma soprattutto mette insieme conti che raramente entrano nello stesso racconto: le perdite di Acciaierie d’Italia, i costi sanitari e ambientali dell’inquinamento industriale, le risorse mobilitate negli anni per sostenere la produzione, gli ammortizzatori sociali, le bonifiche ancora aperte. Accanto ai conti ci sono i dati epidemiologici sulla popolazione, quelli sulle malattie professionali e sugli infortuni dei lavoratori, le valutazioni di danno sanitario e i documenti ottenuti attraverso accessi agli atti.

Parte di questo patrimonio di dati e ricerca nasce anche dalle inchieste realizzate da Cittadini Reattivi con CORRECTIV.Europe sui costi dell’inquinamento industriale e dai progetti sviluppati con il sostegno di Journalismfund Europe e Civitates – The European Democracy Fund, fondo filantropico europeo che sostiene media indipendenti di interesse pubblico e organizzazioni della società civile.
Lo stesso lungo percorso di ricerca ha dato origine a “Taranto chiama”, il documentario-inchiesta di Rosy Battaglia costruito attraverso le voci di cinquanta persone. Il film è stato presentato al Parlamento europeo, al Festival CinemAmbiente di Torino e al Festival del Cinema di Roma, ed è stato selezionato da festival internazionali.
L’inchiesta pubblicata da Valigia Blu prova così a riportare la vicenda ex ILVA fuori dalla rappresentazione ricorrente di una scelta inevitabile tra salute e lavoro. La domanda è più ampia: che cosa si gioca davvero a Taranto, sul piano della salute, dei diritti, dell’occupazione, della transizione industriale, delle risorse pubbliche e del futuro stesso della città?
L’inchiesta completa di Rosy Battaglia è su Valigia Blu:
https://www.valigiablu.it/ex-ilva-taranto-storia-futuro-salute-lavoro/
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